Sentieri selvaggi è un film western del 1956 diretto da John Ford.
Nel 1989 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al novantaseiesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito addirittura al dodicesimo posto.
Trama
Fine della guerra di secessione americana, Ethan Edwards torna a casa. Ritrova il fratello, la cognata, le loro due figlie e il figlio adottivo Martin, di origine indiana. Cos'abbia fatto Ethan tra la fine della guerra e il momento del ritorno a casa non è ben chiaro; di certo ha parecchio denaro con sé, monete d'oro nuove di zecca. Un giorno arriva alla fattoria il reverendo Clayton con un gruppo di coloni e convince Ethan e Martin ad unirsi a loro per dare la caccia ai pellerossa. In realtà l'incursione, guidata da un capo indiano di nome
Scar (cicatrice) nell'originale,
Scout nel doppiaggio italiano, è un pretesto per attirare i bianchi lontano dall'abitazione degli Edwards, dove il gruppo di Comanche piomba sul far della notte.
I Comanche di Scar/Scout trucidano la famiglia e rapiscono le ragazze, come era usanza di molte tribù di nativi americani. Ethan a questo punto parte col nipote adottivo Martin e un pugno di uomini a caccia dei Comanche; i due cercatori (
Searchers, come recita il titolo originale del film) dopo una scaramuccia resteranno soli nel loro inseguimento, animato dall'odio instancabile e irrefrenabile di Ethan per gli indiani. Inseguimento che continuerà per anni, spostandosi dal sud-ovest al nord degli Stati Uniti.
Critica
Universalmente riconosciuto, oggi, come uno dei capolavori di John Ford, se non uno dei massimi capolavori del genere
western in assoluto,
Sentieri selvaggi all'uscita nei cinema suscitò reazioni molto contrastanti, ed abbe fra i suoi detrattori proprio alcuni dei più affezionati fan del vecchio maestro (come Lindsay Anderson, Sam Peckinpah, o Jean-Luc Godard). Di certo, caratteristiche del film come l'estrema dilatazione temporale degli avvenimenti (con buchi fra una scena e la seguente anche di svariati anni), la ricchezza della trama, la complessità psicologica del protagonista principale, e l'ambiguità ideologica (che presta il fianco ad accuse di razzismo), lo rendono un film di non immediata comprensione e tale da richiedere visioni plurime per poter essere apprezzato pienamente in tutte le sue sfumature. Celebre la scena finale, che vede John Wayne allontanarsi da solo nel deserto, mentre la porta del
ranch si chiude alle sue spalle.
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