Citando Nanni Moretti (fa chic e non impegna), Alberto Castelli è un
magnifico quarantenne, o qualcosa del genere. Anzi, più quarantenne che
magnifico (“più bestial che country” – ancora Nanni Moretti). A sedici
anni, a Roma, e non necessariamente in quest’ordine, ha preso parte,
confuso e felice, al ’77, ha acquistato dischi di blues in quantità
industriale, ha cominciato a condurre delle trasmissioni a Radio Blu, che
in quel periodo era ovviamente la radio più forte del mondo, continuando
ad essere ragionevolmente certo che prima o poi avrebbe giocato a
centrocampo (maglia numero 8 e scarpini Pantofola D’oro) per la A.S. Roma,
suonato l’armonica nella band di Muddy Waters, prodotto almeno dieci LP per
la Motown e almeno cinque per la Stax. Dal 1983 al 1995 è stato uno dei
conduttori di Rai Stereonotte (trasmissione che è tornato a condurre nel
2005) e ha scritto di musica per Il Mucchio Selvaggio, Fare Musica e
Rockstar. Dal 1990 al 1994 è stato il direttore di Radio Centro Su
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